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UMBRIA DA SCOPRIRE

Diario. 9/d - Regione: Umbria
Data inserimento: 18/10/2011 09:21:20


L'Umbria è ricca di eventi e manifestazioni di grande interesse, sia dal punto di vista artistico-culturale (Eurochocolate, Spoleto Festival, Umbriajazz, Mostra di Giotto, Sagra Musicale Umbra), sia folkloristico ed enogastronomico.
Il Calendario si snoda di mese in mese, ma ovviamente è la Primavera che scatena e segna più di tutto l'inizio di una kermesse che si porta fino alla fine di Settembre.
Non si possono annoverare tutti gli eventi, ma ci sono certi che veramente meritano una gita nella Regione Umbria:
Cominciamo con il 15 Maggio e l'imperdibile CORSA DEI CERI DI GUBBIO: parlare della storia della Festa dei Ceri non è facile. È tra le più antiche, se non in assoluto la più remota, manifestazione folcloristica italiana. Sono due le ipotesi essenziali sulla sua nascita: una religiosa e l'altra pagana. La prima ipotesi, presenta la Festa come solenne atto ispirato a devozione degli eugubini al loro Vescovo (e poi Santo) Ubaldo Baldassini (S. Ubaldo), morto il 15 Maggio 1160, data dalla quale gli Eugubini ogni anno si snodavano in una processione per le vie della città, fino al monte con la basilica, portando dei ceri accesi.
I candelotti di cera, offerti dalle corporazioni di Arti e Mestieri, probabilmente divennero nel tempo tanto consistenti da renderne difficoltoso il trasporto e furono sostituiti verso la fine del '500 con tre strutture di legno, agili e moderne, che - più volte ricostruite - sono, nella loro forma originaria, arrivate fino ai nostri giorni. Sono rimasti invariati nel tempo anche la data e quasi la totalità del percorso della festa.
La seconda ipotesi, poco documentata, propende per la rievocazione antichissima della festa pagana in onore di Cerere, dea delle messi, arrivando a noi attraverso le glorie comunali e le signorie rinascimentali, il dominio pontificio e le lotte risorgimentali.
I ceri sono 3 strutture di legno formate da due prismi ottagonali sovrapposti e rinforzati da un telaio interno anch'esso di legno e attraversati da un asse. Questo fuoriesce all'esterno con due "timicchioni". Quello in basso s'incastra su un supporto chiamato "barella" che ne consente il trasporto a spalla. Quello in alto permette di fissare sulle sommità tre piccole Statue che rappresentano I Santi Protettori delle Corporazioni: S. Ubaldo (patrono e protettore della città) per I muratori, S. Giorgio per I commercianti e S. Antonio per I contadini.
I protagonisti della Festa sono I ceraioli e ceraiolo può essere ogni cittadino di Gubbio di nascita o di diritto diventato. L'appartenenza Al Cero era in origine legata Al tipo di mestiere e si tramandava di padre in figlio. Oggi la scelta del Cero è libera ma in realtà molto condizionata dalle tradizioni di famiglia, specialmente di quelle paterne sui figli maschi, futuri ceraioli.
Dopo la benedizione del Vescovo (e qui c'è una interpretazione pagana dell'evento, in quanto il Vescovo, con il cero abbassato, lo bagna con acqua benedetta, dopo di che il cero si alza. E' quasi un rito propiziatorio pagano di fertilità, ove il cero assume un altro significato più "terreno"), inizia la tanto attesa corsa, fremente, impetuosa, drammatica come poche Al mondo. (ORE 18:00).
La corsa si snoda per le strette vie medievali, I Ceri oscillano paurosamente, sfiorando e spesso toccando mura e finestre. Con grande abilità e anni di esperienza I ceraioli si danno il cambio in corsa; riescono a prevenire incidenti gravi, pur scivolando e spesso cadendo soprattutto in caso di pioggia.
La prova è quella di far correre il Cero il più possibile in verticale, senza cadute o "pendute." Questa è la vittoria, tenendo conto che non esiste il sorpasso e che I Ceri arrivano in cima Al monte nello stesso ordine con cui sono partiti: Sant'Ubaldo, San Giorgio e Sant'Antonio. Il percorso che coprono I Ceri in corsa è di circa 4 chilometri e 300 metri, partendo dall'Alzatella fino alla Basilica in cima Al Monte. Quello che incanta di questa manifestazione è l'incitamento e la partecipazione attiva di tutta la città, tanto che fa mettere il brividi anche allo spettatore che viene da fuori.
Tra la metà e la fine di Giugno (nel 2010 sarà dal 17 al 27) a BEVAGNA si svolte il meraviglioso MERCATO DELLE GAITE: essa trae ispirazione dall'antica divisione di Bevagna (PG) in quattro quartieri denominati Gaite su cui si basava l'organizzazione amministrativa della città in epoca medievale Lo scopo della manifestazione è quello di ricostruire con la maggiore attinenza storica e dovizia di particolari la vita quotidiana degli abitanti di Bevagna nel periodo compreso tra il 1250 e 1350. Per dieci giorni, quindi, la città fa un tuffo, in questo remoto passato: le antiche botteghe dei mestieri medievali riaprono I loro battenti e riprendono le attività e le strade si popolano di bevanati che in abiti d'epoca vivono la quotidianità dei loro avi, mangiando, lavorando, giocando proprio come loro.
Oggi come allora la città si divide in quattro gaite, ma oggi ognuna rivaleggia con le altre nel tentativo di dare un interpretazione storicamente fedele del ruolo che rivestiva nel medioevo. Lo spirito di competizione è alla base della animata manifestazione e si concretizza nella partecipazione a quattro gare: gara del mercato, gara dei mestieri, gara gastronomica, gara sportiva di tiro con l'arco.
Con un complesso sistema a punti, assegnati da professori esperti nei diversi campi e chiamati a giudicare la attinenza storica, l'ultimo giorno della manifestazione si decreta il vincitore che riceve in dono il palio della vittoria. Il forte spirito di appartenenza alla propria gaita rende le competizioni molto interessanti e stimola un continuo miglioramento delle proposte delle gaite nei vari settori con evidente vantaggio delle qualità generale della manifestazione. Il Mercato delle Gaite è oggi annoverato tra le più importanti manifestazioni storiche dell'umbria e fa parte della Associazione Regionale Manifestazioni Storiche.
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